Le petizioni via internet aiutano la Birmania?
ottobre 5, 2007 11:18 am Free Burma, Libri sull'oriente, MyanmarQualcuno considera le petizioni dei bloggers mondiali per una svolta democratica in Myanmar un facile e comodo divertissement per benpensanti Europei che non hanno nulla da rischiare. Eppure questte proteste stanno dando degli effetti e mettono in imbarazzo il regime Birmano.
Vediamo come: sono nate delle risorse on line che consentono un aggiornamento capillare con il Myanmar. Consentono inoltre una comunicazione con l’interno del paese tramite SMS. Alcune di queste sono:
- Un aggregatore di servizi: www.pageflakes.com/freeburma
- Un canale su Twitter: FreeBurma.
Sono nati dei circuiti internazionali di bloggers (a cui il nostro blog il taccuino orientale ha aderito). Se cliccate nei link di seguito si aprirà una finestra di Google e del motore di ricerca Technorati che vi mostreranno quanti bloggers hanno aderito … sono davvero molti …
Ma soprattutto … anno avuto visibilità mondiale e grande eco al di fuori della Birmania importanti siti e blog curati direttamente dai dissidenti. Ne segnaliamo alcuni:
- All Burma I.T. Student Union
- Burma Myanmar Genocide 2007
- Una galleria fotografica che documenta quanto sta accadendo
Consiglio a questo proposito di leggere questo post di nel blog di Orientalia4all di Enrica Garzilli.
Già solo la nascita di queste risorse e l’Eco in Europa grazie alla blogosfera è un dato importante
Qualcuno però potrebbe contestare il reale beneficio che queste petizioni on line hanno dato alle popolazioni in Myanmar. Ve ne sono stati?
Possiamo sicuramente affermare che la giunta militare non riesce a nascondere – diversamente da altre proteste in passato, penso soprattutto a quella sanguinosissima del 1989 – la portata di questa rivolta democratica.
Questo è già un risultato. Ci sono nazioni chiave per l’economia del Myanmar, senza le quali è difficile che questa nazione possa andare avanti. I governi (dittature comprese) passano, la nazione esiste.
Se le iniziative Onu e E.U. continuano, è possibile che queste nazioni, Cina, Giappone e India non se la sentano di proseguire nelle transazioni commerciali con il Myanmar. In questo caso la giunta militare avrebbe i giorni contati.
Queste tremende immagini che arrivano dal Myanmar grazie ai dissidenti sono un colpo per la dittatura, che infatti continua a scusarsi con il Giappone (suo partner) per il decesso di un fotoreporter giapponese. Questa tesi è portata avanti con molta motivazione dalla giornalista Enrica Garzilli sul suo famoso blog, Orientalia4all e se ne è parlato anche sul blog “al contrario” dedicato ad internet e alla tecnologia Shannon.it.
I tre generali non riescono a bloccare queste tremende immagini che arrivano via internet dai dissidenti. Sono crepe nel loro potere, i Birmani grazie ad internet non consentono loro di continuare la loro vergognosa impunità.
Se si pensa che ci sono state delle rivolte in passato con diverse vittime di cui nemmeno si è avuta eco locale, bene, questo significa che l’eco su internet sia di fatto già un successo !
[Tags]birmania,birmania libera, free-burma, free burma, 1081081081234, Myanmar[/tags]
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Sì, penso che ci sia di mezzo anche molto interesse internazionale.
La Russia schiaccia la Cecenia e non succede nulla, la Cina tiene i fili della Birmania e ha distrutto il Tibet.
Sotto gli occhi di tutti.
Però a nessuno fa comodo andare contro la Cina e contro la Russia. E così niente cambia.
Enrica Garzilli
Questo è un commento che ci riempie di piacere ricevere. E’ fatto da Enrica Garzilli, giornalista limpida e impegnata nel raccontare l’Oriente che noi stimiamo molto.
Il suo Blog Orientalia4all.net che consigliamo vivamente di seguire è diventato link permanente di Diwali Store.
Grazie Enrica per il tuo impegno.
Erica Borgaro & Enrico Giubertoni
Diwali Store